Martedì, 05 Luglio 2016 19:47

La Federazione CIPe-SISPe-SINSPe respinge interamente la Bozza proposta dalla SISAC per la Pediatria di Famiglia

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prima della seconda seduta di trattative del 13 Luglio , per i seguenti motivi:

 

1) Il documento appare incoerente rispetto ai contenuti della legge 189/92 (L. Balduzzi), ( legge  contestata in sede di approvazione parlamentare  solo e solamente dalla CIPe , per opportuna memoria) , dell’Accordo politico tra Governo e  le regioni   del 18 Maggio 2015, dell’integrazione all’atto di indirizzo recentemente approvato dal Comitato di settore, rispetto alle tesi sostenute verbalmente dal Coordinatore della SISAC, dr. Vincenzo Pomo, nel primo incontro ufficiale di trattativa del 22 giugno 2016 di fronte alle OO.SS. di categorie rappresentative ;

2) Il documento di Bozza non è neanche parzialmente modificabile  in corso di trattativa perché complessivamente avverso alla figura di un Medico-Pediatra libero professionista  che noi fortemente consideriamo  come convenzionato, non subordinato, organizzativamente e professionalmente autonomo a garanzia del rapporto di fiducia col cittadino, non certamente  ricattabile sul piano disciplinare.

PRINCIPI  SACROSANTI  , certamente  fondamentali, cui la LA FEDERAZIONE CIPE-SISPE –SINSPE   non intende derogare, per nessun motivo e in nessun modo , che fra l’altro sono  le stesse questioni che  hanno impedito il progresso delle trattative nei mesi e negli anni precedenti.

La Segreteria Nazionale della LA FEDERAZIONE CIPE-SISPE –SINSPE  chiedera’   

 alla SISAC , nella prossima seduta del 13 luglio , la riscrittura completa del testo

 in maniera da renderlo coerente con i richiami di cui al punto 1 ed ai principi irrinunciabili di cui al punto 2.

La Segreteria nazionale della LA FEDERAZIONE CIPE-SISPE –SINSPE   ritiene necessario che sia direttamente il Governo a garantire il mantenimento dell’impegno dallo stesso assunto insieme alle regioni nell’accordo firmato con LA FEDERAZIONE CIPE-SISPE –SINSPE  nella notte del 18 maggio 2015, che permise la sospensione dello sciopero gia’ proclamato.

   Appare evidente ancora una volta che gli accordi politici con la attuale classe politica durano come neve al sole  a tutti i livelli  , prima le regioni che si sono rimangiate l’accordo firmato con le OO.SS.  nel marzo dello scorso anno  ( rimangiato dopo solo 14 giorni ) e poi l’ Accordo politico con il Governo del 18 Maggio scorso,risultato finale  ?  

                                                                                       tutta carta straccia .

   Tutto questo renderemo noto ai genitori dei nostri oltre 7.000.000 (settemilioni di assistiti ) e ai loro 14.000.000 (quattordici milioni ) di genitori , che insieme fanno oltre 1/3 della intera popolazione Italiana , e  crediamo , non certamente a caso , che l’opinione pubblica non potra’ non  percepire   la assoluta inaffidabilità delle istituzioni ( Regioni i e Governo ) di fronte a soluzioni utili a rispondere alle esigenze di salute della popolazione, specie delle fasce più fragili e piu’ deboli , i bambini e gli adolescenti ,  che ci onoriamo di assistere con tanta passione .

    La Segreteria nazionale della LA FEDERAZIONE CIPE-SISPE–SINSPE   ritiene che non sia più rinviabile, nel rispetto di quanto sentenziato dalla Corte Costituzionale (sentenza n. 178/15 che ha dichiarato l’incostituzionalità dell’art. 16, c.1, l.B della Legge 98/2011 e s.m.i.), la definizione delle risorse economiche disponibili per il rinnovo degli Accordi Collettivi Nazionali dei pediatri convenzionati, nell’ambito di un equo trattamento con gli altri professionisti della sanità e con l’impegno, anche  graduale, di concreti investimenti programmati per lo sviluppo dell’assistenza territoriale , invertendo l’investimento cronico a favore della assistenza ospedaliera , con particolare riferimento alla implementazione della presenza di collaboratori di studio , infermieri e psicologi ,  senza i quali non è immaginabile una crescita adeguata delle cure primarie al fine di offrire una idonea risposta assistenziale ai bisogni di salute dei cittadini, ormai palesemente cambiati  sia nella forma che nella sostanza .

   Pur riconoscendo alla SISAC i progressi compiuti per migliorare la qualità delle relazioni sindacali, non si può fare a meno di constatare quanto le regioni siano lontane dalla capacità di formulare una programmazione sanitaria concreta ed omogenea su tutto il territorio nazionale , condizionate, quasi certamente da valutazioni a correnti alterne , soggette a sbalzi di umore , più attente a tutelare, ciascuno nel proprio feudo, interessi diversi da quelli dei cittadini e del SSN.

   La stessa valutazione , estremamente varia e fluttuante, si ritrova in alcuni assessori che, rispetto all’art. 22 del Patto per la salute, portano la Conferenza delle Regioni a dichiarare la propria indisponibilità a intese con le OOSS nel momento in cui queste esprimono contrarietà e forti preoccupazioni, anche sul piano normativo, sulla proposta di formazione specialistica in Pediatria (Corso triennale di Specializzazione in Pediatria di Famiglia , Pediatria di comunità , formazione in  pediatria ultra-specialistica  ecc, ecc .)  che determinerebbe una completa rinuncia a quel ruolo formativo che oggi la Legge affida alle stesse Regioni.

    In ogni caso , non si puo’ non evidenziare  la assoluta assenza di una programmazione specifica per l’area della Pediatria  di famiglia , ormai abbandonata alla deriva , nonostante il grande ruolo svolto da tutta la categoria nella prevenzione e nella gestione dei bisogni di salute del bambino  , ruolo  che sta continuando a svolgere  con grande professionalita’  e con ingenti messe di risultati , risultati che sono sotto gli occhi di tutti  tranne  che per  la classe politica tutta  , la quale si ostina a non vedere , con l’incredibile tacito avallo di chi dovrebbe invece difendere la pediatria  di famiglia  ed i pediatri italiani dalla ormai imminente “ Estinzione “.

     Le Regioni, infatti, non tengono in alcun conto il gran numero di medici-pediatri  che nei prossimi anni andrà in quiescenza ( 1 pediatra su 2 nei prossimi 5 anni , almeno la meta’ dei pediatri di Famiglia oggi operanti  ) , che richiederà l’inserimento immediato di nuovi Pediatri di famiglia già formati almeno per mantenere gli standard di assistenza al bambino oggi erogati , se poi pensiamo che nei prossimi  8 anni  2/3 dei pediatri di famiglia andra’ in pensione , il de-profundis  della pediatria di famiglia e’ sotto gli occhi di tutti da oltre 10 anni , ma solo la CIPe lo ha sempre URLATO e continua a farlo ….e gli altri ………….” muti e zitti “ come se il futuro della Pediatria di Famiglia fosse un problema di altri …………. Mahhhhhhhhhhhhhhh.

AAA…..Pediatra  di  Famiglia  CERCASI …….DISPERATAMENTE

Continuiamo , umilmente , a non capire .

Pertanto , in assenza di importanti e necessarie risposte concrete e visibili ,  LA FEDERAZIONE CIPE-SISPE  –SINSPE   non potrà che prendere atto della mancanza di volontà negoziale della controparte e riprenderà ogni più efficace iniziativa sindacale , invitando i Pediatri  di Famiglia ad un necessario scatto di orgoglio :

                                                             l’ ORGOGLIO   DI  ESSERE   P E D I A T R I .

                                          ( Come da sempre ovunque e dovunque ripetiamo e continueremo a ripetere  ) 

 

Lo staff 

Letto 2505 volte Ultima modifica il Mercoledì, 06 Luglio 2016 17:07
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