Mercoledì, 18 Luglio 2012 20:05

ENPAM RIFORMA DELLA PENSIONE DEI MEDICI – SI CAMBIA ANCORA

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Eta' per la pensione che salirà gradualmente a partire dal 2013 fino ad arrivare

, nel 2018, a 68 anni, aumento dell'aliquota a partire dal 2015 e un sistema che restera' il 'contributivo indiretto Enpam'.

 

Ora la riforma dovra' avere il nulla osta dai ministeri vigilanti (Economia, Lavoro e salute).

 

Sono le linee della riforma delle pensioni appena approvata dalla cassa autonoma dei medici, prima tra gli enti previdenziali dei professionisti a varare una riforma che rende il sistema sostenibile a 50 anni.. I criteri seguiti negli interventi di riordino approvati sono il rispetto del pro rata: la parte di pensione maturata fino al 31/12/2012 verra' calcolata con i vecchi criteri; non verra' toccato quanto assegnato prima del 2013 (contributi ordinari, aliquota modulare, riscatti della laurea, allineamento, etc); e la valutazione della tenuta del sistema su un unico bilancio tecnico della Fondazione. "Si e' tenuto conto del saldo corrente (che include anche i proventi del patrimonio)", precisa l'Enpam.

Per i fondi maggiori il metodo di calcolo della pensione resta il contributivo indiretto Enpam; un sistema che considera un periodo di riferimento per il computo del reddito pensionabile pari all'intera vita lavorativa, sempre nella previsione di aliquote di rendimento che garantiscano l'equita' attuariale e la sostenibilita' finanziaria del sistema, come ha detto il ministro Elsa Fornero. Un secondo vantaggio e' che la rivalutazione e' agganciata all'inflazione (che notoriamente e' sempre in crescita) invece che al Pil, che puo' avere anche un andamento prossimo allo zero (come accaduto nel 2011) o addirittura negativo (come previsto per il 2012). La riforma e' anche caratterizzata da un percorso di omogeneizzazione del regime previdenziale delle gestioni. Resta possibile andare in pensione anticipata, anche se, come richiesto dal Ministro Fornero, l'eta' minima aumentera' fino a 62 anni (dal 2018). Chi scegliera' il pensionamento anticipato avra' una riduzione rispetto alla pensione ordinaria perche' percepira' l'assegno per un numero maggiore di anni. Oltre che il requisito dell'eta' minima sara' necessario maturare un'anzianita' contributiva di 35 anni e un'anzianita' di laurea di 30 anni; oppure, senza il requisito dell'eta' minima, si potra' andare in pensione anticipata con un'anzianita' contributiva di 42 anni e un'anzianita' di laurea di 30 anni. L'aliquota contributiva resta per tutti la stessa fino al 2014. Si prevede un aumento graduale dal 2015, quando cioe' verranno sbloccate le convenzioni. (Valido per i fondi che rimangono al contributivo indiretto) Chi restera' a lavoro piu' a lungo continuera' ad essere premiato: i contributi versati dopo il compimento dell'eta' per la pensione di vecchiaia varranno il 20% in piu'. (Valido per i fondi che rimangono al contributivo indiretto)

Per le giovani generazioni sono previste misure migliorative. Gli iscritti con eta' inferiore ai 50 anni potranno contare, a partire dal 1° gennaio 2013, su un tasso di rivalutazione dei contributi versati al 100%dell'inflazione, per tutti gli altri invece il tasso e' pari al 75%. La flessibilita' del sistema Enpam consentira' anche la possibilita' di aumentare l'aliquota di prestazione (o aliquota di rendimento) sulla base dell'avanzo economico che risultera' dai prossimi bilanci tecnici. L'incremento dell'aliquota fara' crescere l'importo della rendita mensile della pensione

Letto 8442 volte Ultima modifica il Mercoledì, 18 Luglio 2012 20:09
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